Lunedì, 28 Settembre 2020 10:12

Acquisti di alimenti online, dalle etichette al recesso: ecco i diritti del consumatore

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Il mercato web della vendita di prodotti alimentari rappresenta una grossa fetta del settore con un volume d’affari che nell’ultimo semestre – complice la crisi epidemica di coronavirus e la limitazione degli spostamenti per un periodo imposta ai cittadini – ha registrato un aumento record mediamente del 200%, come emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Consumi di Payback, piattaforma multicanale che combina retail offline, online e mobile del Gruppo American Express, nell'ambito della campagna "#Restaacasa con te".

Sul web è ormai possibile acquistare qualsiasi prodotto alimentare, dal food al wine, passando addirittura per composti che consentono di ottenere una mozzarella in 30 minuti o un vino che replica le migliori etichette del settore.

Tuttavia, accanto agli innumerevoli vantaggi di poter acquistare prodotti alimentari senza doversi spostare di casa, coesistono risvolti negativi dovuti alle innumerevoli frodi e falsificazioni dei prodotti: un gigantesco business che ogni anno coinvolge inconsapevoli consumatori.

Lo strumento più efficace a tutela del consumatore è quello di verificare sempre che l’acquisto online del prodotto alimentare consenta la consultazione dell’etichetta che, se conforme alle disposizioni normative, deve consentire l’individuazione delle materie prime utilizzate, la presenza di allergeni, la dichiarazione nutrizionale, le modalità di conservazione, la data di scadenza, l’origine del prodotto.  Fondamentale risulta inoltre l’individuazione corretta del produttore e quindi la denominazione, la partita Iva e i contatti (email, numero verde di assistenza etc.)

I prodotti alimentari devono inoltre rispettare requisiti di packaging, ovvero del confezionamento. In linea generale i prodotti spediti devono essere confezionati con imballaggi che ne consentano la corretta conservazione  e la possibilità per il consumatore di “toccare” la consistenza, per avere una prima idea sulla conformità del prodotto acquistato. Qualora via siano fondati dubbi che sia un “falso” si può chiedere all'Istituto Zooprofilattico di competenza di procedere con l’analisi degli ingredienti.

Chi risponde per la vendita di prodotti alimentari non conformi?

La responsabilità per la vendita di un prodotto non conforme ricade sul venditore,  è facoltà del consumatore avvalersi delle normative in materia di vendita a distanza, in primis facendo valere il diritto di recesso entro 14 giorni dall’acquisto.

 

 

Ultima modifica il Giovedì, 08 Ottobre 2020 13:40