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La contraffazione e il commercio di prodotti non conformi a leggi e normative interne ed europee rappresenta una piaga per i governi nazionali, dietro la quale si nasconde spesso l’opera di organizzazioni criminali. Queste ultime con il passare del tempo si sono insinuate nei più svariati settori produttivi, andando a rappresentare una minaccia reale per la salute e l’incolumità dei cittadini. Nella filiera della contraffazione non rientrano esclusivamente i prodotti tradizionalmente oggetto di imitazione quali abbigliamento, scarpe e pelletteria, ma anche cosmetici e prodotti per la cura della persona, farmaci, alcolici e vini pregiati, ed infine i giocattoli.

Proprio questi settori sembrerebbero rappresentare la nuova frontiera del falso, da cui derivano non solo ingenti danni a livello economico, occupazionale e ambientale, ma soprattutto un aggravio del rischio per la salute e la sicurezza del consumatore. Si pensi ad esempio al danno che può procurare un giocattolo realizzato con materiali economici o di scarsa qualità, o rifinito con vernici pericolose. Oppure ancora ad una crema realizzata con sostanze tossiche e illegali che a lungo andare potrebbe causare patologie o danni irreversibili alla pelle.

L’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale (Euipo) ha stimato che nel corso dell’ultimo anno nell’Unione Europea la perdita per le mancate vendite in questi quattro settori, riconducibile all’immissione nel mercato di prodotti falsi e imitazioni, ammonta ad un valore complessivo di ben 19 miliardi di euro. Nella relazione presentata a giugno 2020 sullo stato delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, l’Euipo ha rilevato che il business del falso ha cagionato all’Italia un ammanco di ben 2,2 miliardi euro, con un notevole aumento della contraffazione nel settore cosmetico e della cura della persona, ed una conseguente perdita di ricavi nel medesimo pari a 935 milioni di euro.

Il fenomeno della contraffazione non è parso arrestarsi neppure difronte all’emergenza sanitaria ma, al contrario, si è sviluppato verso i settori coinvolti ossia quello dei presidi medici, dei farmaci e dei dispositivi di protezione individuale. In primis attraverso la produzione e il commercio di mascherine e gel igienizzanti non conformi alla normativa vigente o di qualità scadente, in secondo luogo tramite la messa in vendita di test di screening rapidi falsificati. Tutto ciò ci porta a ribadire quanto sia importante e necessario fare estrema attenzione ai prodotti che acquistiamo e ai relativi rivenditori.

È consigliato rivolgersi sempre a rivenditori autorizzati, leggere bene le etichette che rappresentano la “carta d’identità del prodotto”, ma soprattutto non farsi trarre in inganno da prezzi troppo bassi e competitivi a cui spesso non corrisponde qualità e legalità del prodotto. L’Euipo in collaborazione con l’Europol e i produttori ufficiali sta ponendo in essere delle operazioni finalizzate a contrastare su più livelli la contraffazione e il commercio di prodotti non originali, chiedendo altresì a colossi del web come Facebook, Google e Amazon, di identificare eventuali pratiche illegittime, eliminarle e impedire che possano riverificarsi.

L’attività di contrasto si sviluppa soprattutto attraverso il monitoraggio di alcune piattaforme di vendita online, dei social media e dei siti web di società controverse nei quali, specie negli ultimi mesi, si sono registrati diversi tentativi di messa in vendita di prodotti di dubbia provenienza.

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Ci sono le regole. E qualcuno deve controllare che vengano rispettate. Si sono moltiplicate, stando ai dati forniti dal ministero della Salute, le operazioni di monitoraggio da parte dei Nas (Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri) sul rispetto delle normative anticontagio nei locali pubblici. Sotto la lente, in particolare, le attività di ristorazione e, in generale, di somministrazione di alimenti e bevande. Gli interventi eseguiti con il supporto dei reparti territoriali dell'Arma  sono stati eseguiti in 1.898 esercizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie, trattorie, fast-food, pub, birrerie e bar.

Sono stati oggetto di controllo soprattutto i locali che si trovano in aree ad elevata frequentazione giovanile e ricreativa, specie in orari serali e notturni.

Secondo i dati ufficiali,  nel corso dei controlli dei Nas sono state contestate 351 violazioni, con particolare riferimento al mancato uso delle mascherine di protezione facciale (43%), e all’assenza di informazioni e cartelloni relativa alle cautele da adottare da parte della clientela (13%). Ulteriori violazioni hanno interessato nel 9% la distanza insufficiente fra tavoli, nel 9% il mancato distanziamento sociale tra le persone, nell’8% l’assenza di prodotti igienizzanti all’interno o all’ingresso dei locali nonché l’omessa attuazione delle corrette e periodiche procedure di pulizia e sanificazione degli ambienti (3%).

I Nas hanno accertato ulteriori inosservanze pari al 15%, riguardanti altri obblighi previsti da normative nazionali, regionali e locali, oggetto di autonome ordinanze, relative ad esempio alla segnaletica orizzontale sui percorsi da seguire, omessa registrazione avventori e la misurazione della temperatura corporea.

Contestualmente, sono state oggetto di controllo anche le fasi di preparazione, detenzione e vendita di alimenti con contestazione di 30 sanzioni penali e 310 amministrative per violazioni alle norme igienico-sanitarie che hanno altresì determinato il sequestro di kg. 4.077 di alimenti irregolari, per un valore di 59.000 euro, e la chiusura/sospensione dell’attività di 49 locali.

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La contraffazione dilaga anche nel settore farmaceutico. Un fenomeno che, oltre all'ovvio danno economico per le grandi aziende produttrici, costituisce un serio pericolo per la salute dei consumatori. 

Per contrastarlo l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha  creato una banca dati del farmaco e ne ha previsto la tracciabilità, apponendo in fase di confezionamento dei prodotti un codice identificativo del lotto.

In campo anche l’Unione Europea che ha emanato della Direttiva 2011/62/UE, che modifica la Direttiva 2001/83/CE, che ha introdotto una serie di misure di prevenzione e contrasto al dilagare di medicine false. 

Si definisce medicinale falso qualsiasi farmaco, sia generico che di marca, che costituisce una perfetta imitazione dell’originale ma può contiene un principio attivo in quantità diversa da quella indicata o non lo contiene affatto, oppure eccipienti non idonei o tossici.  Il confezionamento può non essere adeguato. Il medicinale può inoltre avere una data di scadenza o un numero di lotto modificato,  o può essere stato conservato a temperature non idonee o esposto all’umidità.

Il mercato illegale ha provato ad approfittare anche della pandemia di Covid. L'Interpol,  con l’operazione “Pangea XIII”, lo ha dimostrato. In sinergia hanno agito la polizia, le Dogane e le autorità di regolamentazione sanitaria di 90 Paesi. Gli arresti sono stati 121. L'inchiesta coordinata è partita dall'analisi di  2.000 link online che pubblicizzavano articoli relativi a COVID-19. Di questi, le mascherine chirurgiche contraffatte erano il dispositivo medico più venduto online. ne sono state sequestrate 34.000: erano contraffatte e scadenti. Ma nella rete degli inquirenti sono finiti anche "spray corona", "pacchetti di coronavirus" o "medicine per il coronavirus": secondo Jürgen Stock, segretario generale dell'Interpol, è stata scoperta   solo la punta dell'iceberg di  questa nuova tendenza nella contraffazione.

Anche se l'attenzione verso i traffici illeciti di farmaci è stata sempre alta, l'ultima operazione dell'Interpol ha fatto registrare un aumento di circa il 18% delle crisi di farmaci antivirali non autorizzati e un aumento di oltre il 100% delle confezioni di clorochina non autorizzata (un farmaco antimalarico che veniva definito formidabile contro il Covid). Un ulteriore dato aiuta a capire la portata del pericolo:  sono stati controllati 326.000 pacchi, di questi 48.000 sono stati sequestrati dalle autorità doganali e di regolamentazione. E sono 4500 i siti web chiusi a seguito dell'operazione.

 

L’invito per il consumatore, al quale ricordiamo che l’acquisto di medicinali con prescrizione attraverso internet non è consentito dalla normativa italiana ed è estremamente pericoloso per la salute, è quindi di non acquistare su siti web farmaci non autorizzati o falsificati, diffidando di chi propone su canali non istituzionali farmaci miracolosi, talvolta inefficaci e spesso con principi attivi simili a quelli originali ma potenzialmente dannosi i quali.  Gli unici che ne trarranno beneficio sono gli organizzatori del traffico illegale. 

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