Martedì, 13 Ottobre 2020 07:59

Farmaci contraffatti, il business criminale approfitta della pandemia di Covid-19

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La contraffazione dilaga anche nel settore farmaceutico. Un fenomeno che, oltre all'ovvio danno economico per le grandi aziende produttrici, costituisce un serio pericolo per la salute dei consumatori. 

Per contrastarlo l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha  creato una banca dati del farmaco e ne ha previsto la tracciabilità, apponendo in fase di confezionamento dei prodotti un codice identificativo del lotto.

In campo anche l’Unione Europea che ha emanato della Direttiva 2011/62/UE, che modifica la Direttiva 2001/83/CE, che ha introdotto una serie di misure di prevenzione e contrasto al dilagare di medicine false. 

Si definisce medicinale falso qualsiasi farmaco, sia generico che di marca, che costituisce una perfetta imitazione dell’originale ma può contiene un principio attivo in quantità diversa da quella indicata o non lo contiene affatto, oppure eccipienti non idonei o tossici.  Il confezionamento può non essere adeguato. Il medicinale può inoltre avere una data di scadenza o un numero di lotto modificato,  o può essere stato conservato a temperature non idonee o esposto all’umidità.

Il mercato illegale ha provato ad approfittare anche della pandemia di Covid. L'Interpol,  con l’operazione “Pangea XIII”, lo ha dimostrato. In sinergia hanno agito la polizia, le Dogane e le autorità di regolamentazione sanitaria di 90 Paesi. Gli arresti sono stati 121. L'inchiesta coordinata è partita dall'analisi di  2.000 link online che pubblicizzavano articoli relativi a COVID-19. Di questi, le mascherine chirurgiche contraffatte erano il dispositivo medico più venduto online. ne sono state sequestrate 34.000: erano contraffatte e scadenti. Ma nella rete degli inquirenti sono finiti anche "spray corona", "pacchetti di coronavirus" o "medicine per il coronavirus": secondo Jürgen Stock, segretario generale dell'Interpol, è stata scoperta   solo la punta dell'iceberg di  questa nuova tendenza nella contraffazione.

Anche se l'attenzione verso i traffici illeciti di farmaci è stata sempre alta, l'ultima operazione dell'Interpol ha fatto registrare un aumento di circa il 18% delle crisi di farmaci antivirali non autorizzati e un aumento di oltre il 100% delle confezioni di clorochina non autorizzata (un farmaco antimalarico che veniva definito formidabile contro il Covid). Un ulteriore dato aiuta a capire la portata del pericolo:  sono stati controllati 326.000 pacchi, di questi 48.000 sono stati sequestrati dalle autorità doganali e di regolamentazione. E sono 4500 i siti web chiusi a seguito dell'operazione.

 

L’invito per il consumatore, al quale ricordiamo che l’acquisto di medicinali con prescrizione attraverso internet non è consentito dalla normativa italiana ed è estremamente pericoloso per la salute, è quindi di non acquistare su siti web farmaci non autorizzati o falsificati, diffidando di chi propone su canali non istituzionali farmaci miracolosi, talvolta inefficaci e spesso con principi attivi simili a quelli originali ma potenzialmente dannosi i quali.  Gli unici che ne trarranno beneficio sono gli organizzatori del traffico illegale. 

Ultima modifica il Venerdì, 30 Ottobre 2020 16:10