Giovedì, 26 Novembre 2020 11:09

Doc, Docg, Igp, Dop, Igt: vini di Sardegna, guida sui marchi di qualità

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La contraffazione nel settore vinicolo colpisce e danneggia l’economia delle aziende produttrici e interessa tutti i tipi di vini sia quelli con nomi di prestigio che quelli di media gamma.

I vini DOC devono necessariamente essere sottoposti ad uno specifico disciplinare di produzione, superare diversi controlli dall’analisi delle materie prime all’esame del territorio dove sono prodotte le uve. In sintesi i disciplinari dei vini DOC devono stabilire: la denominazione d’origine, la zona di produzione delle uve, caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche del vino, condizioni climatiche e terreno di produzione, periodo minimo di invecchiamento in legno e/o affinamento in bottiglia etc.

Il marchio Doc nasce negli anni Cinquanta ad opera di un funzionario del ministero dell’Agricoltura, ma la denominazione di origine controllata venne creata nel 1963 con apposito decreto n. 963. La legge fu emanata al fine di proteggere i prodotti locali dalla concorrenza estera e da allora ha continuato la sua evoluzione fino ai giorni nostri. A seguito della regolamentazione in vigore dal 1 agosto 2009 recepita dalla riforma dell’Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo, le sigle Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Indicazioni Geografiche Tipiche (IGT), vengono ricompresi nei marchi europei DOP e IGP. Tuttavia le precedenti denominazioni continuano ad essere utilizzate per meglio identificare le caratteristiche peculiari dei nostri prodotti, difatti oggi i vini doc possono riportare in etichetta alcune denominazioni aggiuntive quali: classico per vini prodotti nella zona di più antica tradizione; riserva per i vini sottoposti ad un invecchiamento più lungo e superiore per i vini con maggiorazione concentrazione zuccherine e gradazione alcolica elevata dovuta.

Nel 2007 in Sardegna grazie al desiderio di un gruppo di aziende ed al contributo della Camera di commercio di Cagliari nasce il Consorzio di tutela “Vini di Sardegna” che ha tra i suoi scopi principali: il controllo della qualità e tracciabilità a partire dalla terra sino alla bottiglia finita; la tutela della produzione e dell'uso della denominazione; la valorizzazione e promozione dei vini tutelati.

Il Cannonau e il Vermentino sono due vini simbolo della Sardegna , dalla fama che va ben oltre i confini nazionali entrambi a marchio DOC con l’eccezione del Vermentino di Gallura a marchio DOCG.

I vitigni di Cannonau sono presenti in tutto il territorio, ma le zone di maggiore produzione sono l’Ogliastra, la Baronia, la Barbagia, il Mandrolisai. Il vino prodotto è di colore rosso rubino, tendente al granata con gradazione alcolica che varia a seconda della zona di produzione, ma non è comunque mai inferiore ai 12,5% vol. Normalmente invecchiato per 2/6 anni, va consumato a temperatura ambiente tra i 18 e i 20°C.

I vitigni di Vermentino sono anch’essi presenti in tutto il territorio Regionale ma è in Gallura che viene prodotto l’unico vino Sardo a Denominazione di Origine Controllata e Garantita e precisamente il “Vermentino di Gallura DOCG”. Il vino prodotto è di colore bianco, con aspetto paglierino dai leggeri riflessi verdognoli, caratterizzato da un bouquet fruttato e floreale. La gradazione alcolica varia dai 10,5% vol. di quello di Sardegna ai 12% vol. del Vermentino di Gallura, da consumarsi a una temperatura compresa tra i 6 e gli 8°C.

Anche per i vini doc è importante prestare attenzione all’etichetta che deve obbligatoriamente contenere: la denominazione (es. “Cannonau o Vermentino di Sardegna”); la dicitura della denominazione per esteso, ossia Indicazione Geografica Protetta (o Tipica) o Denominazione di Origine Protetta (o Controllata) o Denominazione di Origine Controllata e Garantita. E’ vietato l’utilizzo delle rispettive sigle (DOP, DCOG etc.); la menzione aggiuntiva tradizionale o speciale (classico, superiore, riserva) o eventuale menzione del vitigno (se non già inclusi nella dicitura della denominazione). Tali indicazioni non devono essere scritti in caratteri più grandi di quelli usati per la denominazione; l’annata in cui è stato prodotto.

Nell’etichetta sono inoltre obbligatorie: il nome dell’azienda azienda imbottigliatrice, il numero di lotto che nel caso dei vini DOC è riportato sull’apposita fascetta, il paese di produzione, il volume nominale, la percentuale di alcool puro sul volume totale e l’eventuale presenza di allergeni.

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 16 Dicembre 2020 10:19